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Azienda napoletana egemone si rifugia nel fondo d’investimento britannico

Ott 27 2021

Azienda napoletana egemone si rifugia nel fondo d’investimento britannico

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Si chiama Efarma.com, fondata dal trentatreenne farmacista napoletano nonche’ amico personale Francesco Zaccariello, ed e’ la prima nonche’ principale societa’ italiana del farmaco on line da acquistare: E farma vende farmaci da banco e quelli senza prescrizione in un mercato continuamente in espansione ed evoluzione. Ha sede a Napoli, in una porzione del prestigioso cantiere di imbarcazioni da diporto Fiart, oberato anch’esso dalla recisione di acquirenti per barche da quattrocentomila euro in su’. Zaccariello ha implementato in maniera progressiva il numero di addetti del territorio, mantenendo coloro che lo affiancavano gia’ nella precedente attivita’, ma nella ricerca di investitori e’ stato intercettato da Atida che gli ha fatto un’offerta imperdibile. Ossia sostegno finanziario a iosa in relazione ad un’espansione mondiale alla luce della supremazia europea di Atida nell’e commerce farmacologico; Atida inoltre ha garantito il mantenimento dei posti di lavoro ed il loro aumento, per la Campania con Napoli nella filigrana, ed anche la direzione aziendale e l’azionariato per quello che e’ definito il miglior manager italiano sotto i quarant’anni.

Atida ha acquisto le principali aziende del commercio elettronico dei farmaci in ognuno dei maggiori paesi europei ed e farma tra non moltissimo tempo cambiera’ la propria dicitura omologandola a quella di Atida, ma ad ogni modo cio’ si tratta di un’operazione miliardaria che si declina nella premiazione di un personaggio della media borghesia meridionale, imprenditore integerrimo, nonche’ della sua terra di appartenenza, come volano di sviluppo economico, lavoro, prestigio per l’Italia intera.

Atida, il gruppo di maggior potere nel settore europeo del mercato farmacologico elettronico, afferisce ad un medio gruppo di investimento britannico che offre alle imprese sotto la propria egida, quelle garanzie di occupazione, investimenti, liberta’, emolumenti, che lo stato italiano nega in maniera inveterata da oltre un trentennio. Tra pressione fiscale in aumento, mancata tutela verso ogni tipo di mafia e sostegno economico-finanziario, lo stato italiano continua il processo di sgretolamento delle grandi imprese pubbliche e private nonche’ distanziamento dalle piccole realta’ imprenditoriali di elevatissima specializzazione nonche’ eccellenza.

L’auspicio di ampi numeri di economisti, imprenditori e giornalisti italiani, sta nel rendere lo stato nuovamente in grado di suffragare la rete di piccole e medie imprese italiane nonche’ impostare un percorso di creazione e fortificazione di quelle grandi: Diego della Valle, patron di Tod’s, Fay, Hogan, binariamente a fonti finanziarie, ha alluso la esigenza per l”Italia di altre dieci aziende grandi come la sua, nei principali settori economici, per rendere l’Italia superiore alla Germania in termini di Pil nell’arco di un quindicennio.

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