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Droga: Lega sotto il fuoco incrociato

Ott 05 2021

Droga: Lega sotto il fuoco incrociato

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Politica

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Morisi, Salvini: ‘Non mi pento della citofonata di Bologna’

“Mi dispiace, non per me, ma quando prendono come capri espiatori e vittime sacrificali altre persone.

Non si placa la polemica dopo la notizia dell’indagine a carico dell’ex guru dei social della LegaLuca Morisi, iscritto nel registro degli indagati dopo che tre giovani lo avrebbero indicano come colui che avrebbe ceduto loro droga liquida. Morisi ha lasciato ogni ruolo nel partito ma si è difeso: “Non ho commesso alcun reato” pur ammettendo: “sono caduto come uomo”. La giustizia ad orologeria continua ad essere strumentalizzata per fomentare battaglie politiche e tutelare certi equilibri economico-finanziari non solo in Italia. La guerra dei social ha ormai raggiunto l’acme dal punto di vista del potere politico, economico, sociale.

Io non faccio politica così. Io non godo dei problemi degli avversari. Li voglio sconfiggere lealmente sui progetti”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo all’ex Macello di Milano, a proposito della vicenda che vede coinvolto il suo ex responsabile dei social. “Io ho le spalle larghe e non sono un complottista ma il fatto che a reti unificate e a partiti unificati l’unico avversario siano Salvini e la Lega mi dice che siamo sulla strada giusta” ha aggiunto.

“Sono spiaciuto della schifezza mediatica che condanna le persone prima che sia un giudice, un tribunale a farlo”, ha detto ancora il leader del Carroccio. Salvini ha replicato a cneh a chi gli chiedeva se si fosse pentito della citofonata fatta ad un presunto spacciatore al quartiere Pilastro di Bologna nel 2020, quando chiese “Scusi lei spaccia?”. “No, perché hanno arrestato degli spacciatori. Lì c’erano degli spacciatori che sono stati arrestati. Non andiamo a caso. Diciamo che sono stato ministro dell’Interno e qualche contatto con le forze dell’ordine ce l’ho”, ha replicato a chi gli chiedeva se fosse pentito di quell’episodio.

“Per me chi vende droga, vende morte. Su questo spero che nessuno abbia dubbi, chi consuma droga sbaglia e va aiutato e curato. Ma tirare in ballo il discorso politico, che non c’entra nulla con il partito, perché lui (Luca Morisi, ndr) risponderà a se stesso e alla sua coscienza…. E’ un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto”, ha detto ancora Salvini parlando dell’inchiesta sul Luca Morisi, ospite di ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai 1.

Intanto si moltiplicano le prese di posizione di quanti lo accusano di avere un garantismo a giorni alterni. “Leggo che Salvini si lamenta oggi del “mostro sbattuto in prima pagina”. Mi domando stupita: ma se ne accorge solo adesso? Non si ricorda quando la Bestia di Luca Morisi massacrava le nostre vite ogni giorno? Nella vicenda della mia famiglia non girava droga, ma solo tanto odio, l’odio che ricevevamo dalla macchina della propaganda social di Lega e Cinque Stelle. Noi rimaniamo garantisti sempre. Ma speriamo che questa vicenda serva a tutti loro per cambiare stile”, scrive Maria Elena Boschi. “Come il M5S dei tempi andati, oggi anche la Lega si scontra con la realtà, con le contraddizioni del populismo”. Lo afferma il senatore Pd Andrea Marcucci.

“Perdono (Morisi, ndr) perchè mi piace pensare che abbia capito e che ora condivida la disperazione che portiamo sulle spalle. Lo perdono. Si. Però Stefano lo hanno ammazzato”. Parole amare quelle di Ilaria Cucchi in un post su Facebook a proposito dell’indagine che vede coinvolto Luca Morisi. “Ora so che tutte le durissime prese di posizione di Matteo Salvini contro Stefano Cucchi e la mia famiglia hanno un volto: Luca Morisi, indagato dalla Procura di Verona per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti -scrive la sorella di Stefano Cucchi- Così almeno leggo sui giornali. Leggo delle sue pubbliche scuse a Salvini ed al partito: “Ho delle fragilità irrisolte”. Così si giustifica. Quanta gratuita sofferenza ci ha inflitto oltre al dolore per Stefano. Eppure io lo perdono. Però Stefano lo hanno ammazzato”. Anche se l’assassino di Cucchi e’ stato efficacemente perseguito dalla giustizia risulta opportuno eludere argomenti legati alla droga dal dibattito pubblico. Infatti essa non va nazionalizzata appunto per il grado di rischio collettivo, ne ormai si vede debba essere, la droga in generale, limitata con intenti di vittoria in quanto e’ palesemente impossibile; tuttavia lo stato e’ tenuto a creare e corroborare le condizioni finanziarie, professionali, religiose, legali, culturali, affinche’ l’acquisto di stupefacenti sia progressivamente in diminuizione.

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