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Francesco Amodeo distrugge Bruno Vespa

Nov 26 2020

Francesco Amodeo distrugge Bruno Vespa

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25 Nov Lettera di un giornalista a Bruno Vespa: anche lei è responsabile se oggi l’Italia non può fare come la Germania.

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Stimato dott. Vespa,

ha avuto molta risonanza la frase da lei pronunciata in collegamento Tv con Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio:

“Ristori? Perché non abbiamo copiato la Germania? Hanno dato il 75% del fatturato perso. Il fatto che in Italia ci siano categorie dimenticate è imbarazzante”.

Questa esortazione ad imitare il modello tedesco da parte sua, è stata condivisa sui social anche da Salvini e da diversi altri leader politici.

Nel leggere quella frase, ho provato un certo imbarazzo, e non solo perché, in qualità di giornalista libero, appartengo anche io ad una categoria dimenticata in Italia, ma soprattutto perché, quelli a cui lei fa riferimento, sono stati dimenticati prima di tutto da chi, come lei, è protagonista dell’informazione in Italia.

Da quelli come lei, ci si aspettano risposte su questi temi, non domande. Anche perché sono quelli come lei, che avrebbero i mezzi per portare alla luce, davanti a milioni di italiani, quello che accade da sempre in questa Europa germanocentrica, ai danni dell’Italia.

Per un attimo ho pensato che si trattasse di una domanda di marzulliana memoria. Quella a cui l’autore stesso del quesito è poi chiamato a dare una risposta. Ma poi mi sono reso conto, che la indirizzava ad esponenti del PD, ossia a coloro che hanno reso possibile questo scempio. Quindi non ho voluto sentire la risposta, ho spento la Tv ed ho preso carta e penna. Voglio risponderle io stimato Bruno Vespa.

Lei scrive libri da milioni di copie, conduce trasmissioni da milioni di telespettatori. Se lei che vede le proprie frasi rimbalzare sulle bacheche dei principali leader politici, non si fosse preoccupato, in questi anni, solo di quello che accade tra i membri della servitù, nelle tavernette del potere, ma avesse denunciato pubblicamente le dinamiche di chi quel potere lo gestisce, allora la Germania non avrebbe mai potuto fare, in questi lunghi anni, quello che all’Italia non è stato concesso, con il consenso inconsapevole ma complice del popolo italiano. Invece eravate tutti troppo impegnati a far sì che gli italiani percepissero se stessi come dei corrotti, dei pigs (maiali) come ci chiamano i tedeschi e vivessero nel complesso della virtuosa Germania.

Eppure gli eventi reali, ci hanno sempre raccontato qualcosa di diverso da quello che anche lei ha sempre fatto rimbalzare nei media. E’ vero, abbiamo avuto funzionari pubblici che timbravano il cartellino in mutande, abbiamo avuto politici che quelle mutande le compravano con i soldi dei contribuenti ed abbiamo assistito allo scambio di bustarelle contenenti migliaia di euro per ottenere favori. Uno schifo. Senza dubbio. Ma queste immagini le abbiamo pompate così tanto sui media nazionali, da incuriosire persino quelli internazionali.

Eppure il più grande caso di corruzione al mondo è quello della tedesca Siemens. Bisognerebbe sommare 2000 anni di bustarelle di funzionari corrotti, di tutti i comuni d’Italia per raggiungere la soglia della sola “bustarella” del caso Siemens in Germania. Poi c’è stato lo scandalo indegno Dieselgate/Volkswagen, lo scandalo incommensurabile che riguarda riciclaggio e derivati di Deutsche Bank e ultimamente anche lo scandalo incommentabile del falso in bilancio della società di pagamenti on line Wirecard, sempre ben sponsorizzata dal governo tedesco.

Se le venisse voglia di provare a convertire l’importo di questi scandali in mutande o bustarelle, per fare un confronto con l’Italia, le consiglio di rinunciare. Perché sono scandali da miliardi di miliardi di euro. Se invece questa volta, si chiedesse come mai la Germania non abbia fatto come l’Italia e tutti quegli scandali, non abbiano avuto la stessa risonanza mediatica della sola rimborsopoli delle mutande verdi con i soldi dei contribuenti, sappia che è soltanto perché i media tedeschi non sono chiamati a diffondere notizie che sputtanino il proprio paese. Mentre i suoi colleghi e molti dei suoi ospiti, sono sempre andati alla ricerca spasmodica di notizie che sputtanino il nostro.

Quando Merkel e Sarkozy si scambiarono sorrisini contro il nostro governo, a nessuno importò che quello fosse il preludio di un golpe finanziario ai danni del nostro paese. I due cercarono supporto anche in America, dove qualcuno però gli rispose che non poteva sporcarsi le mani con il sangue degli italiani.

Per un attimo, quindi, quel sorrisino sparì dal viso dei franco tedeschi. Salvo tornare, quando videro i nostri media deridere il nostro governo, per causa loro.

Oggi francesi e tedeschi hanno fatto pace con Berlusconi, che in tanto ha fatto con loro la Tv europea. Agli italiani, invece, sono rimasti tutti i vincoli imposti dal governo Monti, frutto di quel commissariamento imposto. Dal pareggio di bilancio in costituzione, al fiscal compact, dal six pack al Mes. Vincoli che hanno messo in ginocchio l’Italia e che le impediscono di fare oggi, quello che sta facendo la Germania.

Anche se io ho cambiato canale quella sera, so bene che alla sua domanda in Tv, le avranno risposto che la colpa è tutta del debito pubblico. Le vedo accettare quella stessa risposta da anni ormai: debito pubblico, corruzione, olgettine. Ogni volta che suonava la campanella nella sua trasmissione, entrava un espertone a parlarci di quegli argomenti. Tutti concentrati sugli effetti e sull’Italia brutta e cattiva e nessuno attento a spiegare le cause che hanno reso irrilevante perfino il fatto che fossimo stati più volte i primi della classe.

Le scrivo, allora, perché spero che lei torni in Tv con nuove domande da fare ai suoi ospiti e da far rimbalzare sulle bacheche di tutti i media e di tutti i leader politici.

Per esempio mi piacerebbe che lei si chiedesse:

  1. Perché l’Italia non si è dotata di un sistema di banche pubbliche come ha fatto la Germania?
  2. Perché l’Italia ha dovuto rispettare alla lettera i vincoli di spesa imposti dall’Europa, mentre la Germania ha sforato impunita tutti i vincoli dopo l’entrata nell’euro? per poi continuare sforare in maniera massiccia e permanente quelli che riguardano il surplus commerciale, causando danni inimmaginabili al nostro paese.
  3. Come fa la Germania con la sua KFW (la banca per la ricostruzione industriale) a bypassare i vincoli che vietano il salvataggio delle proprie banche e delle proprie aziende? e perché, invece, la ferrea applicazione di quei vincoli, abbia avuto ripercussioni drammatiche per l’Italia.
  4. Non si è mai chiesto, caro Vespa, come mai la Germania con la sua Bundesbank riesca ad aggirare, il vincolo che riguarda gli acquisti diretti di titoli di stato da parte di banche pubbliche? cosa che non è stata permessa all’Italia, dando quindi il via allo spread tra titoli italiani e tedeschi.
  5. Non si è mai chiesto come mai la Germania, con i suoi land, riesca a tenere fuori dal computo del debito pubblico, diverse spese, come quelle degli ospedali pubblici, che invece in Italia vengono conteggiate nel deficit?
  6. Possibile che lei non si sia mai chiesto per oltre 20 anni, come mai l’Italia dopo l’aggancio con l’euro abbia perso tutte le proprie posizioni di leadership nel settore economico e industriale, che sono state puntualmente rimpiazzate dalla Germania?

Possibile che sia caduto dal pero solo adesso, che ha visto che in Italia non abbiamo potuto gestire l’emergenza economica del post pandemia come hanno fatto in Germania?

O questi giochini delle tre carte -che le ho raccontato- ai danni del nostro paese, lei li ha sempre conosciuti, ma ora non può più tollerare che continuino, in una condizione di pandemia globale, dove è messa in discussione la vita stessa degli italiani e del nostro tessuto economico?

Cerchi allora le risposte a queste domande. E si chieda anche come mai gli italiani che guardano da anni la sua trasmissione, non conoscano come funziona il sistema monetario vigente in Europa. Un argomento che regola indirettamente la vita di tutti noi.

E perché a Porta a Porta, lei non abbia spiegato, neanche in questo periodo, quali correzioni andrebbero apportate allo statuto della BCE, per fornire nell’immediato liquidità, non a debito, utile per mettere in sicurezza cittadini e aziende. Denunciando, quindi, che la mancanza di fondi è solo una volontà politica.

Perché non ha mai approfittato della sua visibilità per spiegare che l’Italia è uno dei pochi paesi in Europa, che da sempre spende per i propri cittadini di meno di quello che incassa. Quindi il nostro deficit non è un problema di spesa pubblica o di spesa corrente. Non è un problema di sprechi né di corruzione. Né di scontrini né di olgettine. E’ un problema di interessi miliardari alla finanza speculativa.

Dal 2011 lei avrebbe potuto denunciare quali sono gli enormi e dannosi conflitti d’interesse che riguardano i tecnici ed i membri delle task force, chiamati a gestire la crisi economica prima e quella sanitaria poi. Legati a doppio filo proprio con chi, dalla durata di quelle stesse crisi, ne trae enormi benefici.

Se avesse sollevato tutte queste questioni, avrebbe già avuto la risposta che cercava l’altra sera in TV.

Invece, ha sempre chiamato a rispondere gli stessi, che fino ad oggi, anche dalle sue poltrone, hanno taciuto su quelle verità.

Al Tg2 le ho sentito dire che quello che sta avvenendo con il Covid succedeva soltanto sotto le dittature. Una frase molto forte ma che fotografa perfettamente la realtà. Non si renda allora complice di quello che ha sempre condannato. Questa volta non ci saranno Vincitori e Vinti, come recita la copertina del suo libro.

Questa guerra, se la perdiamo, la perdiamo tutti.

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