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Grandi artisti di oggi e limiti dell’arte contemporanea

Grandi artisti di oggi e limiti dell’arte contemporanea

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Quando si gusta l’arte figurativa di Damien Hirst, si può pensare all’abolizione o superamento del concetto industriale di replica, in favore di riproduzioni particolareggianti dei manufatti originali. Tant’è vero che il principale esponente e sostenitore dell’associazione “British Young artists”, ha rivenduto una replica della sua originariamente maggiore opera scultorea, ad un prezzo superiore rispetto all’originale. Lo squalo tigre, l’opera in questione, imbalsamato come il primo grande impeto artistico che l’ha imposto-Hirst- sul palcoscenico mondiale dell’arte contemporanea- con la presentazione di un’opera di rottura artistica con il passato. Infatti lo squalo tigre, lungo qualche metro ed esposto nei maggiori centri museali britannici, è una scultura di un opera animata, seppur spirata, in antitesi alle sculture di marmo come quella di Riace, in Calabria. Ma la genialità creativa dell’Hirst, è in grado con le sue opere, di approfondire fino al superamento, il concetto della morte, che evoca come un momento di passaggio ad una nuova vita-magari lo squalo battuto da Christie’s, seppur morto appare vivo in maniera diversa, perche’ addirittura vivo fino all’immortalità-. Ecco allora la creatività che squarcia la concezione tradizionale dell’arte anche sul piano materiale, ma non su quello simbolico, in quanto Hirst con gli squali suffraga la religiosità che vede immortale l’uomo, e lascia intravedere uno spiraglio di immortalità animale, all’interno del mondo terrestre, magari grazie all’uomo.

Quadro su tela di Sabo art; dimensioni 80×60, disponibile alla sezione shop di questo sito e sul marketplace della pagina Francesco Tondo

Hirst è stato molto osteggiato a causa della sua presunzione e perentorietà artistica che irradia il concetto di vita e di morte, tuttavia il mercato lo premia come uno dei migliori e più costosi fra gli artisti contemporanei.

Conosciuto al pubblico di massa attraverso il celeberrimo teschio coperto di diamanti dalla forte accezione evocativa. Forse al tempo in cui si vive per accumulare potere e danaro, il diamante come rifinitura di un teschio può alludere tanto alla morte di lavoro, quanto alla caducità del denaro, inutile al morto qualora fosse un teschio.

Io però definirei lo stesso concetto con l’importanza degli stessi diamanti attorno al teschio, per i discendenti di quel teschio, che ne possono godere con forme economiche immateriali ma utili e di valore quanto i diamanti. Hirst è tutto ciò che l’arte incarna ora ,ovvero l’eccentricità, la qualità, il coraggio e la variazione. Ma sopratutto l’industrializzazione e la prosperità economica, siccome per Hirst lavorano dalle quaranta alle ottanta persone. Io ammiro, un’altra opera dell’Hirst, le rappresentazioni di due teche in cui sono racchiuse, rispettivamente larve di insetti, filo elettrico, e nella seconda teca gli insetti sviluppati, a testimoniare la difficoltà della sopravvivenza per ognuno, in cui il filo elettrico si traduce in disoccupazione, malattia, degenerazione, o ignoranza frammista alla perdita.

Quadro su tela di Sabo art; dimensioni 80×60, disponibile alla sezione shop di questo sito e sul marketplace della pagina Francesco Tondo

Sebbene si sappia alienare le simpatie del mercato opulente, Damien Hirst è l’incarnazione di una nuova era rinascimentale dell’arte, che tuttavia è ancora imprigionata in una fase discendente di medioevo.

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