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La Finanza non vota

Gen 24 2022

La Finanza non vota

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IL DESTINO DEI TRUMP-ATI di Alberto Micalizzi e’ un editoriale al fulmicotone. Il corollario di Francesco Paolo Tondo invece tenta di aprire un varco pacifico di ripresa ed indirizzamento pragmatico per l’acredine sociale in atto.

Sperando di contribuire alla serenità degli animi che stanno eccitandosi un pò troppo per le opportunità ascritte all’era Trump, desidero ricordare che le oligarchie di Wall Street, le corporations dalla JP Morgan alla Blackrock, sono come gli sciatori “all round”, si adattano ad ogni tipo di sciata, di neve, di temperatura, di discesa.

Da questo punto di vista la Finanza non vota, bensì specula. Essa, semplicemente, utilizza strumenti diversi a seconda delle esigenze. Guadagna con le borse in ascesa e con quelle a picco, con il dollaro forte o debole, con la guerra o con la pace.

Quando ero a Londra un gestore della Deutsche Bank mi spiegò come pensavano di guadagnare nel caso di uscita della Grecia dall’Eurozona (il progetto si chiamava “Greece-out”). Al che, incuriosito, gli chiesi se ciò era un suo desiderata, se la banca avesse preso una qualche “posizione” in merito. Rispose sorridendo che per lui era del tutto indifferente e tirò fuori dalla borsa una seconda strategia speculativa, che si chiamava “Greece-in”…https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/

Meditiamoci…il moderno sistema di potere è fluido, magmatico, adattivo…

Ciò detto, può accadere che il cambio tecnico alla Casa Bianca apra all’Europa opportunità nuove. Ma con elevata probabilità queste opportunità saranno perdute in quanto “‘Europa” oggi vuol dire il triumvirato Junker-Draghi-Lagarde.

Questi tre signori perseguono una strategia speculativa diversa da quella di Wall Street a trazione Trump. Con Trump, la Finanza USA creerà una fase espansiva speculando su una nuova grande bolla immobiliare (maggiore di quella del 2007), e accrescerà la domanda interna riducendo l’esposizione sugli armamenti; Con l’Eurozona, la Troika sta invece lavorando su uno scenario recessivo, dove la deflazione è impiegata allo scopo di sottrarre risorse dalla sfera dell’economia reale.

Da un lato si specula al rialzo, dall’altro si specula al ribasso…. due scenari diversi, due strategie diverse. La Finanza è adattiva…

Gli unici che faranno la stessa cosa saranno le famiglie, sia europee che americane: il parco buoi. A meno che non ci muoviamo, tenendo bene a mente che niente e nessuno lo farà per noi. Ecco il motivo che vede l’importanza cruciale delle rivolte pubbliche dinanzi la Banca d’Italia anziche’ nelle piazze o vicino al parlamento. Infatti solo una nazionalizzazione totale o parziale della Banca d’Italia oggi confluita e subordinata alla Bce darebbe adito al governo di affrancarsi dalle prescrizioni delle plutocrazie globali che legiferano al posto loro. Inoltre secondo periti economici di alta stazza con la rinazionalizzazione della Banca d’Italia sarebbe riaperta la zecca di stato che emetterebbe moneta a iosa per elidere debiti pubblico e privato dal punto di vista dei nocumenti letali per l’Italia. Con proteste reiterate, capannelli sotto la Banca d’Italia da in seguito riprendere sarebbe giocoforza garantita l’economia materiale delle piccole e medie imprese, suffragando le multinazionali di stato oggi intersecate e da essi dipendenti, con le banche commerciali ed i fondi di investimento anglosassoni.https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/

Banca centrale pubblica vuol dire fronda ai diktat della finanza internazionale intenta a fagocitare il tessuto produttivo e la liquidita’ degli italiani, fronda vittoriosa per mezzo della possibilita’ di garantire salari, pensioni, investimenti pubblici e servizi calmierando l’inflazione e senza incrementare le tasse.

Il dibattito tra i tecnici economici italiani poggia sulla necessita’ o meno, come afferma il lodato professor Savona, di riattivare pubblicamente la Banca d’Italia che emetterebbe una lira isovaloriale all’euro che dunque garantisca il potere di acquisto italiano e gli scambi di valore aziendale, ma sopratutto permettesse la regolamentazione della finanza speculativa, oppure continuare ad indebitare cittadini ed imprese per aumentare gabelle, diminuire i servizi e gli investimenti, recidere lavoro e salari ed aumentare le privatizzazioni. Tutto cio’ a causa della mancanza di garanzia sui titoli pubblici da parte della Bce ufficialmente pubblica nell’operato ma privata nel denaro, introiti, decisioni e doveri.https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/https://www.francescopaolotondo.com/categoria-prodotto/cravatte/

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